Molti visitatori arrivano a Paestum per le colonne e ripartono senza entrare nell'edificio che sta accanto all'area archeologica. È un peccato, perché il Museo Archeologico Nazionale di Paestum conserva alcuni dei pezzi più importanti dell'archeologia della Magna Grecia e, soprattutto, conserva ciò che dai templi non si vede: la pittura, la scultura architettonica, gli oggetti del culto e della vita quotidiana. Dalla villa, a circa quindici minuti di auto, museo e parco si trovano a pochi passi l'uno dall'altro: è la ragione migliore per dedicare a Paestum una giornata intera invece di una mattinata di corsa.
La Tomba del Tuffatore, una rarità assoluta
Il pezzo che tutti cercano è la Tomba del Tuffatore, venuta alla luce nel 1968 in una piccola necropoli poco a sud della città antica, in località Tempa del Prete. Gli oggetti trovati al suo interno hanno permesso di datarla con sicurezza al decennio fra il 480 e il 470 a.C., in pieno stile severo. La tomba è una cassa di lastre di pietra dipinte a fresco: sulle quattro pareti corre la scena di un banchetto, con i convitati distesi, i suonatori, i gesti del brindisi; sulla lastra di copertura, invece, un giovane si slancia in aria da una struttura di legno e si tuffa verso l'acqua, sotto un albero. Nessuno sa con certezza cosa significhi quel tuffo: c'è chi lo legge come metafora del passaggio dalla vita alla morte, chi vi vede un rimando alle riflessioni greche sull'anima, chi semplicemente un'immagine di giovinezza. Ciò che invece è certo è la sua eccezionalità: della grande pittura greca di epoca classica non ci è rimasto quasi nulla, e queste lastre sono una delle poche finestre aperte su un intero mondo perduto. Nel museo sono esposte smontate, una accanto all'altra, perché è l'unico modo per mostrarne al pubblico tutte le superfici dipinte.
Le metope del santuario alla foce del Sele
La seconda grande sezione del museo è dedicata all'Heraion, il santuario di Hera che si trovava alla foce del fiume Sele, a nord della città, identificato dagli archeologi negli anni Trenta del Novecento. Da lì provengono le celebri metope arcaiche in arenaria: pannelli scolpiti a rilievo che raccontano, uno per uno, episodi del mito greco, dalle fatiche di Eracle alle vicende dei protagonisti dell'epica, con figure tozze, gesti essenziali e una vitalità narrativa che colpisce anche chi non conosce le storie. Guardarle in fila, come sono allestite, somiglia a sfogliare un libro di racconti inciso nella pietra: è forse il modo migliore per capire quanto la scultura arcaica sappia essere diretta e, a suo modo, modernissima.
Le tombe dipinte lucane e il resto della collezione
Dopo la fase greca Paestum passa sotto il controllo delle popolazioni lucane, e anche di quel periodo il museo conserva una testimonianza straordinaria: una vasta raccolta di tombe dipinte, in cui le scene cambiano completamente registro. Al posto del banchetto compaiono i duelli fra guerrieri, le corse dei cavalli, il ritorno del combattente accolto dalla donna che gli porge il vaso, i cortei funebri. Sono immagini più ruvide, più narrative, spesso vivacissime nei colori, e messe in fila raccontano l'identità di un'intera società. Attorno a queste due grandi sezioni il percorso espone ceramiche, terrecotte votive, bronzi e materiali di epoca romana che completano il quadro: alla fine, tornare fuori e rivedere i templi da lontano dà un'impressione diversa, perché a quel punto la città antica non è più soltanto un insieme di colonne.
Museo e parco nella stessa giornata
Il modo più comodo di organizzarsi, partendo da Villa Giulia Cilento, è uscire presto, dedicare la mattina all'area archeologica e il primo pomeriggio al museo, quando il sole della piana è comunque troppo forte per camminare fra le rovine. Con bambini o con poco tempo, si può fare anche il contrario e riservare le colonne alla luce migliore del tramonto. Il rientro in villa a fine giornata, con la terrazza affacciata proprio su quella piana, chiude bene il cerchio: è la stessa campagna che duemilacinquecento anni fa nutriva Poseidonia e che oggi produce i carciofi e la mozzarella che trovate nei negozi lungo la strada.
Una giornata intera a Paestum, senza fretta
Dalla villa, a circa quindici minuti dal parco e dal museo, potete dividere la visita fra mattina e pomeriggio e rientrare in terrazza per la sera.