Dalla collina di Giungano la piana di Paestum si apre come una tavola verde che scende verso il mare e, in fondo, in mezzo ai campi, si intuiscono le colonne. Servono circa quindici minuti di auto, poco più di dodici chilometri, per passare dalla quiete di Villa Giulia Cilento all'ingresso del parco archeologico: è la gita che conviene fare per prima, perché dà subito la misura del luogo in cui vi trovate. Paestum, del resto, non è un monumento isolato: è un'intera città antica, con le sue mura, le sue strade e le sue piazze, e i tre grandi templi dorici sono soltanto la parte che si vede da lontano.
Tre templi dorici, tre epoche diverse
La città nasce intorno al 600 a.C. col nome di Poseidonia, fondata da coloni greci arrivati da Sibari, e i suoi templi raccontano un secolo e mezzo di architettura in pietra. Il più antico è quello che le guide chiamano ancora Basilica, dedicato con ogni probabilità a Hera: costruito verso la metà del VI secolo a.C., si riconosce subito per il numero dispari di colonne sul fronte, una soluzione arcaica che l'architettura greca abbandonerà in seguito. Il cosiddetto Tempio di Atena, poco più a nord e su un rialzo del terreno, risale invece intorno al 500 a.C. e in epoca medievale fu riutilizzato come chiesa. Il più celebre, il Tempio di Nettuno, è della metà del V secolo a.C. ed è considerato uno dei templi dorici meglio conservati che ci siano arrivati: il colonnato è integro su tutti i lati, con i frontoni ancora al loro posto, e da vicino si capisce perché i viaggiatori del Settecento, arrivando qui, ne restassero senza parole. Vale la pena ricordare che i nomi tradizionali dei tre edifici sono attribuzioni ereditate proprio da quei primi visitatori, non dediche certe: la ricerca archeologica ha corretto più volte il quadro, e trovare cartelli con doppie denominazioni fa parte del gioco.
Oltre i templi: la città dentro le mura
Chi si limita alle colonne perde metà della visita. Il parco è circondato da una cinta muraria fra le meglio conservate del mondo greco d'Occidente, che racchiude un'area vastissima: percorrerla anche solo in parte, dall'esterno, aiuta a capire le proporzioni dell'insediamento. All'interno, lungo l'asse della via Sacra, si incontrano l'ekklesiasterion, l'edificio dove si riuniva l'assemblea dei cittadini, e l'heroon, il piccolo sacello legato al culto del fondatore. Poi arriva la sovrapposizione romana: nel III secolo a.C. la città diventa colonia latina e prende il nome di Paestum, e sopra l'antica agorà greca compaiono il foro con i suoi portici, il tempio urbano e l'anfiteatro, oggi visibile solo per metà perché una strada moderna ne copre la parte restante. È una stratificazione che si legge camminando, ed è uno dei motivi per cui Paestum va vissuta con calma e non come una tappa da mezz'ora.
Come organizzare la visita partendo dalla villa
La posizione della villa, sulla collina all'ingresso della piana, rende Paestum comodissima da raggiungere: si scende verso la Statale 18 e in un quarto d'ora si è davanti agli ingressi. Il momento migliore è la prima ora del mattino, quando i gruppi non sono ancora arrivati e la luce radente accende il colore della pietra, oppure il tardo pomeriggio, quando le ombre si allungano fra le colonne e il travertino passa dal grigio all'ocra. In mezza giornata si visita bene l'area archeologica; se volete aggiungere il museo, che merita da solo un paio d'ore, meglio mettere in conto la giornata intera e rientrare nel pomeriggio, con la terrazza affacciata sulla stessa piana che avete appena attraversato a piedi.
Cosa abbinare, stagione per stagione
In primavera e in autunno la visita è semplicemente perfetta: temperature miti, campi verdi o dorati, poca gente lungo i percorsi. In estate conviene invertire l'ordine della giornata, dedicando la mattina presto agli scavi e il pomeriggio alle spiagge di Capaccio Paestum, che dalla villa sono a circa dodici minuti di auto. In inverno il parco ha un fascino diverso, più silenzioso, adatto a chi vuole fermarsi a lungo davanti a un solo tempio senza nessuno intorno. In ogni stagione il modo migliore di chiudere la giornata è anche il più semplice: la spesa fatta lungo la strada, la cucina attrezzata dell'appartamento e un tavolo in terrazza, con la piana buia davanti e la consapevolezza che quelle colonne, laggiù, sono ancora al loro posto da venticinque secoli.
A quindici minuti dai templi di Paestum
Villa Giulia Cilento è sulla collina di Giungano, affacciata sulla piana: un intero piano di villa con terrazza panoramica, la base ideale per visitare il parco archeologico con calma.