Paesaggio collinare del Cilento in primavera, con prati verdi in fiore e la piana di Paestum sullo sfondo
Le colline del Cilento in primavera, sopra la piana di Paestum — foto: Ziegler175 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Se si potesse scegliere una sola stagione per conoscere il Cilento, molti di quelli che ci vivono indicherebbero la primavera. Non per il mare — quello arriva dopo — ma per tutto il resto: la campagna che si riempie di verde e di fiori, i siti archeologici che si visitano senza coda e senza il caldo che d'estate rende faticosa ogni passeggiata fra le pietre, le giornate che si allungano abbastanza da permettere due tappe nello stesso pomeriggio. Dalla collina di Giungano, dove si trova Villa Giulia Cilento, il cambio di stagione si legge tutto in una volta: la piana di Paestum sotto, il verde che risale i pendii, e il mare che si intravede all'orizzonte.

Paestum come dovrebbe essere visitata

Il Parco Archeologico e Museo di Paestum è a circa 15 minuti in auto dalla villa, poco più di dodici chilometri. In primavera è il posto in cui si capisce meglio cosa vuol dire visitare un sito nella stagione giusta: i tre templi dorici del VI-V secolo a.C. si attraversano con calma, l'erba fra le colonne è alta e verde, e non serve pianificare la visita all'alba per sfuggire al sole. Anche il museo, con la celebre Tomba del Tuffatore, si gode diversamente quando le sale non sono affollate. Un consiglio semplice: dedicate al sito almeno mezza giornata e non dividete museo e area archeologica in due giornate diverse, perché è nel passaggio dall'uno all'altra che le cose iniziano a parlarsi.

La stagione del carciofo e dei mercati

La primavera nella piana del Sele è anche una stagione agricola precisa. Qui si coltiva il Carciofo di Paestum IGP, il “tondo” dalle brattee con riflessi violacei, la cui area di produzione comprende anche il comune di Giungano: la raccolta va da febbraio a maggio, e la sua precocità lo porta sul mercato prima di qualsiasi altro carciofo di tipo romanesco. È il momento in cui la piana lavora, i mercati sono pieni e la spesa quotidiana diventa un piccolo piacere. Alla fine della primavera Capaccio Paestum dedica al carciofo una festa che si tiene ogni anno, e che è l'occasione più diretta per vederlo cucinato in tutte le sue versioni; programma e modalità cambiano di anno in anno, quindi conviene verificarli sui canali ufficiali del Comune.

Cosa mettere in valigia: in primavera il tempo cambia in fretta. Servono strati leggeri, una giacca antipioggia, scarpe chiuse e comode per i sentieri e i basolati antichi, e comunque un costume: le giornate limpide invitano alla spiaggia anche se l'acqua è ancora fresca. Utile anche controllare in anticipo gli orari dei siti archeologici sui canali ufficiali, perché fuori dall'alta stagione possono essere ridotti.

Il parco, i sentieri e i borghi

La villa si trova all'interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, patrimonio UNESCO, e la primavera è la stagione ideale per camminarci. I sentieri fra boschi, crinali e gole fluviali sono percorribili con temperature miti, la vegetazione è al massimo e le sorgenti e i corsi d'acqua hanno ancora portata piena: tutte condizioni che d'estate cambiano. Nelle stesse settimane i borghi tornano vivibili senza il traffico dei mesi di punta: il borgo medievale di Castellabate è a circa 35 minuti in auto (~28 km) e i suoi vicoli in pietra si visitano davvero a passo lento; Agropoli, con il centro storico e il Castello Angioino Aragonese, è ancora più vicina, con la stazione ferroviaria a circa dieci minuti dalla villa. Chi vuole spingersi più a sud trova l'Area Archeologica di Velia a circa 45 minuti (~45 km), un sito che in primavera è particolarmente bello perché la salita all'acropoli si affronta senza patire il caldo.

Il mare, quando arriva

Il lungomare e le spiagge di Capaccio Paestum sono a circa 12 minuti in auto: ampie, dorate, con pinete alle spalle. In primavera sono quasi deserte e valgono comunque la passeggiata, con l'avvertenza che i servizi dei lidi entrano nel pieno della loro attività solo con l'avvicinarsi dell'estate. È il momento migliore per camminare a lungo sulla battigia, per portare i bambini a giocare sulla sabbia senza cercare l'ombra, e per capire come sia fatta questa costa prima che si popoli. Poi si risale in collina, dove la sera si sta ancora bene in terrazza con una felpa: è esattamente il tipo di giornata per cui la primavera cilentana viene ricordata.

Primavera in collina, con la piana di Paestum davanti — Villa Giulia Cilento

Novantotto metri quadri su un intero piano, terrazza panoramica e ampie aree verdi intorno: la primavera è la stagione in cui questa vista dà il meglio.