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Area Archeologica di Velia

L'antica polis di Elea, patria dei filosofi Parmenide e Zenone: la Porta Rosa, l'acropoli e la torre affacciata sul mare del Cilento.

~45 min in auto
L'acropoli dell'Area Archeologica di Velia con la torre medievale e i resti in pietra affacciati sul mare
L'acropoli di Velia con la sua torre, fra i resti dell'antica Elea e il mare del Cilento

A circa 45 minuti in auto dalla villa (~45 km) si raggiunge l'Area Archeologica di Velia, nel comune di Ascea. È la seconda grande città antica del Cilento e ha un carattere completamente diverso da Paestum: meno monumentale, più immersa nella natura, con un percorso che sale fra ulivi e macchia mediterranea fino a un'acropoli affacciata sul mare.

La città nacque come Elea, polis della Magna Grecia, e assunse il nome di Velia solo in epoca romana. Fra il 500 e il 450 a.C. divenne uno dei centri più fiorenti dell'Italia meridionale grazie a un'intensa attività commerciale, in prevalenza marittima, e a una solida organizzazione sociale e politica. Le fonti antiche attribuiscono la sua costituzione stabile ai filosofi Parmenide e Zenone, fondatori della scuola eleatica: un pensiero che ha segnato in profondità la storia intellettuale e scientifica del mondo antico. Camminare qui significa attraversare il luogo fisico in cui è nata una parte della filosofia occidentale.

Il monumento simbolo è la Porta Rosa, del IV secolo a.C.: una delle prime testimonianze di arco a tutto sesto in Italia, un'opera di ingegneria che collegava i due quartieri della città e metteva in comunicazione le due sommità dell'acropoli. La si raggiunge lungo una via lastricata incassata fra i muri antichi, ed è uno di quei posti in cui la scala dell'opera si capisce solo stando sotto l'arco.

La salita prosegue fino all'acropoli, dove sorge la Torre di Velia, torre angioina costruita in epoca medievale sui resti della città antica: è la sagoma che si vede nella foto, con la costa e il golfo alle spalle. Attorno restano tracce di terme, quartieri di abitazioni, tratti di mura e la porta marina. Dall'alto lo sguardo copre tutto il tratto di costa di Ascea, e si capisce a colpo d'occhio perché i Greci avessero scelto questo promontorio.

Dal 2020 l'area di Velia è gestita, insieme a Paestum, dall'istituto autonomo Parchi Archeologici di Paestum e Velia del Ministero della Cultura; entrambi i siti fanno parte dello stesso riconoscimento UNESCO, insieme alla Certosa di Padula. L'accesso al sito archeologico avviene da Via di Porta Rosa.

Per come è fatto il percorso — in salita, in gran parte su terreno naturale, con dislivello — Velia va affrontata con un po' di tempo davanti e nelle ore meno calde. Vista la distanza dalla villa, è la meta ideale per una giornata intera dedicata al Cilento meridionale, magari abbinandola a una sosta lungo la costa nel viaggio di ritorno.

Consigli pratici

  • Il percorso è in salita e su terreno naturale: mettete scarpe chiuse e calcolate tempo e fatica in più rispetto a una visita in pianura.
  • Meglio la mattina presto o il tardo pomeriggio nei mesi caldi: sul promontorio l'ombra è discontinua e il sole batte diretto.
  • Orari, biglietti e eventuali formule cumulative con Paestum cambiano nel corso dell'anno: verificateli sui canali ufficiali dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia prima di partire.
  • Essendo a circa 45 minuti dalla villa, conviene dedicarle una giornata e non un'ora ritagliata: è la più lontana delle mete qui proposte.
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